martedì 10 aprile 2012

Insulti razzisti..



la squadra multietnica minaccia: “Ci ritiriamo dal campionato”

La denuncia arriva dalla Giovanile Rimini, formazione di seconda categoria composta, oltre che da italiani, da senegalesi, albanesi e ivoriani. L'allenatore Roberto Renzi: "Ogni domenica dobbiamo fare i conti con insulti"
“Non ne possiamo più di insulti e comportamenti razzisti, ci ritiriamo dal campionato”.
Una squadra fondata nel 2003, la Giovanile Rimini con il chiaro intento di unire, col calcio, i ragazzi italiani con quelli di altre nazionalità, ragazzi che, a quanto pare, in alcuni casi sono finiti persino nel mirino delle big, italiane e straniere.

Allenatore e factotum della società romagnola è Roberto Renzi, racconta: “C’è un grosso problema di ignoranza: ogni domenica i miei giocatori devono fare i conti con insulti razzisti e comportamenti ostili che non vengono sanzionati da chi di dovere. Proprio per questa ragione diciamo basta, non andiamo più a giocare. Io mi sono scocciato di fare il carabiniere per calmare i miei giocatori e loro sono stanchi di subire questi atteggiamenti”.

Tra gli episodi raccontati da Renzi, i classici “buu” ,che gli imbecilli usano in ogni stadio d’Italia per offendere i giocatori di colore, sono il minimo: “Ho avuto un giocatore albanese – racconta il mister – con la milza spappolata, e l’arbitro non se n’è accorto. A un ragazzo senegalese, poi, hanno spaccato zigomo e setto nasale con una scarpata, anche in questo caso il direttore di gara non ha mosso un dito”.
Proprio la classe arbitrale è uno dei principali obiettivi del j’accuse di Renzi: “Hanno comportamenti inaccettabili, una volta a un mio giocatore è stato detto “Sporco negro del cazzo, levati dai coglioni e vai a casa tua”, purtroppo questo ha reagito, ed è stato squalificato, giustamente, per quattro giornate. Nessuna squalifica però a chi ha pronunciato l’insulto”.

(fonte il fatto Quotidiano)

Siamo nell'anno 2012


(foto di Valerio Lanci )
cliccare sulla foto per vederla in grande
PS la foto non si riferisce al fatto

15 commenti:

  1. Triste e drammatica, la storia che riporti, caro Valerio.
    Dov'è sarà finito l'essere umano?
    Un abbraccio,
    Lara

    RispondiElimina
  2. già, siamo nell'anno 2012...questa è la cosa più sconvolgente...
    alla fine il razzismo non tramonterà mai, perchè è l'espressione della parte più fragile dell'essere umano, è una proiezione all'esterno di parti di sè avvertite come fragili e inaccettabili... lodevole iniziativa quella dell'allenatore, peccato che tutto venga sempre rovinato da pochi stolti...
    un abbraccio

    RispondiElimina
  3. la battaglia contro gli imbecilli non é facile da vincere, sono molti

    RispondiElimina
  4. Ritirarsi dal campionato e nello stesso tempo denunciare ai carabinieri ogni atto di razzismo. Credo sia ora di passare alle maniere forti, dove per maniere forti intendo l'uso di ogni strumento democratico.
    Anche se, caro Valerio....a me le mani iniziano a prudere.
    Lorenzo

    RispondiElimina
  5. Mi consola pensare che chi agisce in questo modo è una persona infelice, invidiosa, scontenta di ciò che è.
    Cristiana

    RispondiElimina
  6. Concordo con Lara....dov'è finito l'essere umano? e la sua intelligenza?
    Il razzismo è una macchia schifosa che insozza ogni luogo, ogni campo di vita.
    Dovremmo inizia tutti a lavarla via
    Un abbraccio

    RispondiElimina
  7. Questa è la realtà italiana,il razzismo esiste eccome,in questo caso non viene neanche tutelato da chi dovrebbe sanzionare certi atteggiamenti sul campo e sugli spalti.

    Rammento che esiste una semplice regola,con i cori razzisti la gara viene sospesa,se continuano la partita finisce con il 3 a 0 per la squadra danneggiata.

    Saluti

    RispondiElimina
  8. Il razzismo è come la gramigna: attecchisce facilmente ed è difficile da estirpare.

    RispondiElimina
  9. Grazie della Vostra testimonianza !!!!!

    DATECI
    Dateci qualche cosa da distruggere,
    Una corolla, un angolo di silenzio,
    Un compagno di fede, un magistrato,
    Una cabina telefonica,
    Un giornalista, un rinnegato,
    Un tifoso dell'altra squadra,
    Un lampione, un tombino, una panchina.
    Dateci qualche cosa da sfregiare,
    Un intonaco, la Gioconda,
    Un parafango, una pietra tombale.
    Dateci qualche cosa da stuprare,
    Una ragazza timida,
    Un'aiuola, noi stessi.
    Non disprezzateci: siamo araldi e profeti.
    Dateci qualche cosa che bruci, offenda, tagli, sfondi, sporchi
    Che ci faccia sentire che esistiamo.
    Dateci un manganello o una Nagant,
    dateci una siringa o una Suzuki.
    Commiserateci.
    Primo Levi
    da "poeti contro il razzismo" avvenimenti 93

    RispondiElimina
  10. Accidenti....è bellissima Valerio!

    RispondiElimina
  11. Buon fine settimana Valerio, i tuoi post
    danno begli scossoni. Grazie

    RispondiElimina
  12. Su Santanchè a spillo

    In effetti,dopo una piccola lite,"il cavaliere vede solo le donne in orizzontale",dopo i tarallucci e vino e chissà che altro,hanno trionfato...

    Ciao

    RispondiElimina
  13. Che tristezza. E io devo fare l'insegnante, educare e seminare speranza... Spero di averne la forza, fino in fondo. Grazie anche per aver riportato il brano di Primo Levi.

    RispondiElimina
  14. uhmmmm stavo scrivendo e il commento si è volatilizzato...se te ne compaiono due, cancella il primo! Dicevo...Che schifo, passami il termine! Ma come si fa a considerare ancora "diversa" una persona per il colore della sua pelle? Mi chiedo se e quando il razzismo avrà una fine.

    RispondiElimina