lunedì 27 febbraio 2012

A una bimba



Danza di riccioli al vento, note scomposte sul pentagramma del tuo arcobaleno
Gote arrossate dai giochi, come pesche dorate e succose di ogni stagione, abbigliate d'aromi
Occhi a lanterna, lucidi di curiosità, serrati al buio dell'adulto forse e chissà
Mani piccine, protese a conchiglia, nella sabbia tra i fiori e nei giochi di corde lanciate, e su scivoli ripidi giù giù giù ...sempre più in corsa
Sempre più in alto si vola... Fra grida e risate ondeggi fra i rami dell'albero antico
Aspetto, il tuo ultimo volo, che tu plani su me, fra le mie braccia pronte come nido di morbida piuma
Con mani di vetro ripercorro i tuoi riccioli al vento e danzando con loro assaporo la tua primavera

(A una bimba di fiorderica)

Alba sul mare


Risplendeva.
Dono magnifico
Al mio cuore
primo raggio di sole
nell’alba immobile.
Il mare si sveglia
Nel canto
di un gabbiano
Che bianco,
come la spuma
delle onde,
infrange il silenzio
del mattino.
Tutto tace.
Alba di sogno
Donami un po’
Della tua
Magia:
l’argento che vibra
nell’aria,
il canto dei gabbiani,
la sabbia
fresca e asciutta,
il mare gentile,
la luce rosata.

(Alba sul mare di Simona 13 anni )

a Dayana

(foto di Valerio Lanci )
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lunedì 20 febbraio 2012

Rossella & Maria Sandra



Rossella Urru è nella mani dei suoi rapitori da 118 giorni . un appello per non dimenticare la 27enne sarda Rossella . Originaria della Sardegna, Rossella ha vissuto a Ravenna, dove si è laureata in Cooperazione internazionale e dove si occupava dei profughi Saharawi per il Comune di Ravenna.


Maria Sandra Mariani Da quasi 13 mesi Al Qaeda per il Maghreb la tiene prigioniera toscana di San Casciano. Come per Rossella Urru poche notizie e un gran silenzio mediatico
il due febbraio del 2011 Maria Sandra Mariani è stata rapita nel sud dell'Algeria, tra le dune del deserto del Sahara. La 54enne venne portata via mentre si trovava nell'oasi di Djanet, un luogo che la donna aveva già visitato altre volte come turista.

Non dimentichiamoci di queste due donne
non facciamoci sequestrare anche la voce: la solitudine ha bisogno del buio e del silenzio per bruciare impunemente. Accendiamo la luce su Rossella Urru & Maria Sandra Mariani !!!


Stupenda
immacolata fortuna
per te tutte le creature
del regno
si sono aperte
e tu sei diventata la regina
delle nostre ombre
per te gli uomini
hanno preso
innumerevoli voli
creato l’alveare del
pensiero
per te donna è sorto
il mormorio dell’acqua
unica grazia
e tremi per i tuoi
incantesimi
che sono nelle tue mani
e tu hai un sogno
per ogni estate
un figlio per ogni pianto
un sospetto d’amore
per ogni capello
ora sei donna
tutto un perdono
e così come vi abita
il pensiero divino
fiorirà in segreto
attorniato
dalla tua grazia.

Alda Merini

(foto di Valerio Lanci )
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mercoledì 15 febbraio 2012

Tahar Ben Jelloun



« Non incontrerai mai due volti assolutamente identici.
Non importa la bellezza o la bruttezza: queste sono cose relative.
Ciascun volto è simbolo della vita. E tutta la vita merita rispetto.
È trattando gli altri con dignità che si guadagna il rispetto per sé stessi. »


Il rispetto è essenziale. D'altra parte la gente non pretende l'amore, ma di essere rispettata nella sua dignità umana. Rispettare vuol dire sapere ascoltare. Vuol dire avere riguardo e considerazione. Lo straniero non reclama amore e amicizia, ma rispetto. L'amore e l'amicizia possono venire dopo, quando ci si conosce meglio e ci si apprezza. Ma in partenza non bisogna avere alcun giudizio preconcetto. Invece il razzista si sviluppa grazie ai pregiudizi sui popoli e sulle loro culture.


Io non ho bisogno di denaro. Ho bisogno di sentimenti, di parole scelte sapientemente, di fiori detti pensieri, di rose dette presenze, di sogni che abitino gli alberi, di canzoni che facciano danzare le statue, di stelle che mormorino all'orecchio degli amanti. Ho bisogno di poesia, questa magia che brucia la pesantezza delle parole, che risveglia le emozioni e dà colori nuovi.

(Tahar Ben Jelloun)


Tahar Ben Jelloun (in arabo: طاهر بنجلون; Fes, 1º dicembre 1944) è uno scrittore marocchino, impegnato nella lotta contro il razzismo.

(foto di Valerio Lanci )
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martedì 7 febbraio 2012

In questo ......



mondo dove regna ancora tanta cattiveria ......vi voglio far conoscere Antonietta , albergatrice Riminese amica dei senzatetto

In questi giorni le cronache italiane sono monopolizzate dall’emergenza freddo e dalle temperature polari che mettono a rischio persone anziane, bambini e tutte le categorie sociali più svantaggiate. Ma, tra le altre, spicca una notizia positiva: sulla riviera romagnola esiste un albergo che, ogni anno, quando le temperature diventano più rigide, apre le sue porte ai senza fissa dimora, alle ragazze madri e alle famiglie indigenti, che altrimenti rischierebbero di diventare le prime vittime dell’emergenza gelo.

Questo piccolo albergo, che una volta all’anno si trasforma in luogo di accoglienza per i meno fortunati, si trova a Rimini ed è gestito da Antonietta Curcio in Cimino e dalla sua famiglia. Dal 2006 Antonietta, di origine salernitana e albergatrice a Rimini da circa 40 anni, ogni inverno mette la sua struttura e il suo personale a disposizione dei meno fortunati, offrendo loro pernottamento e prima colazione – con servizio ai tavoli e personale ai piani compresi.

Questa esperienza di generosità verso i meno fortunati si ripete ormai da sei inverni consecutivi e nasce da un grave lutto familiare. Nel 2003 Antonietta perde il figlio minore, Osman, in un incidente stradale e, da allora, spesso le capita di sognare il figlio prematuramente scomparso. Nel gennaio 2006, però, Antonietta fa un sogno molto diverso dagli altri: “Anche quella volta, come spesso mi capita, sognai Osman. Era un periodo terribile, avevo perso qualsiasi interesse nella vita. Nel sogno gli chiesi di portarmi via con lui. Ma lui mi rispose: “No, mamma, tu devi vivere, puoi ancora aiutare tanta gente” racconta commossa.

Sconvolta dal sogno, Antonietta non riesce più a dormire e decide di fare due passi a piedi, da casa all’Hotel Britannia. Ha nevicato da poco, le strade sono ghiacciate e fa molto freddo. Continua a pensare al sogno, ma il messaggio del figlio non le è chiaro. Durante il tragitto incontra alcuni senzatetto che cercano di scaldarsi come possono e, dopo essere arrivata in albergo e aver apprezzato la piacevole sensazione di avere un luogo caldo in cui passare la notte, riflette su cosa potrebbe fare di concreto per “aiutare tanta gente”. Forse la sua missione è proprio quella: dare ai meno fortunati in un rifugio caldo e sicuro per la notte. “Ho capito”, ha detto Antonietta, “che potevo accogliere i poveri che soffrivano per il freddo”.........

Per continuare a leggere e vedere la signora Antonietta , cliccate sul link

http://www.buonenotizie.it/?eMX0MY55
accidenti non si apre , se avete tempo copiate il link e incollate su Google ( scusate la mia incapacità )

(foto di Valerio Lanci )
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