
Non solo luci, suoni e colori.
Se per un momento uscissimo dagli ipermercati, dai locali notturni, dai ristoranti alla moda della riviera, incontreremmo un’altra Rimini.
Una Rimini di cui poco si parla ma di cui a Natale in molti improvvisamente si ricordano perché a Natale - si sa - siamo tutti (forse) più buoni. Eppure i senza casa, quelli che dormono dove capita, i disperati che affogano i fantasmi nel Tavernello, i giovani alla ricerca di un lavoro, i cassintegrati, gli anziani soli, gli ammalati, ci vivono attorno tutti i giorni dell’anno. Anche se spesso preferiamo non vederli o ce ne allontaniamo infastiditi. Ma quel lavavetri che ci chiede la monetina ad ogni incrocio non ci ricorda il “sciuscià” del dopoguerra: il ragazzo napoletano che si guadagnava da vivere facendo il lustrascarpe in America? Quanto c’è allora di storia comune tra “noi” e “loro”? E quanto poco ci vuole oggi per saltare dall’altra parte? A volte basta poco: una malattia, un licenziamento, una separazione e ci si può improvvisamente ritrovare nella difficoltà di far quadrare i conti. Lo dicono i dati del Centro d’ascolto. Accanto ai casi di povertà estrema, aumentano i “nuovi poveri”: italiani, riminesi, anche con un lavoro alle spalle, ma che non ce la fanno comunque ad arrivare a fine mese e vengono alla Caritas per chiedere un pacco viveri.
Il drammaturgo irlandese George Bernard Shaw diceva che "Il peggior peccato contro i nostri simili non è l'odio, ma l'indifferenza”. E l’indifferenza è spesso figlia della paura, di quel vago sentimento di ansia che ci coglie quando incontriamo qualcuno diverso da noi: per lingua, convinzioni, stato sociale.
Molto ciascuno di noi dovrà fare in questa direzione. Anche quando le feste saranno finite. Perché lo spirito del Natale non finisca in cantina insieme con le luci e le statuine del presepe ma resti nella vita di tutti i giorni.
( AttaRimini .it )
è natale
Si ...si sente nell'aria il profumo del Natale ...
Basta guardare i bambini all'uscita della scuola ,
correre sorridenti con gli occhi pieni di gioia.
Basta guardare le vetrine dei negozi ,
pieni di lucine che ti chiamano.
Basta guardare la gente avvolta in pelli non sue
non pensando a chi non l'ha più.
Basta guardare nei vicoli deserti delle città
giovani con occhi furtivi farsi l'ultima dose.
Basta guardare nelle case ,
dove persone faticano a rimediare un pasto.
Si !!si sente nell'aria il profumo del natale...Basta non guardare.
(Valerio L.)
Se questo è un uomo
Voi che vivete sicuri
Nelle vostre tiepide case,
voi che trovate tornando a sera
Il cibo caldo e visi amici:
Considerate se questo è un uomo
Che lavora nel fango
Che non conosce pace
Che lotta per mezzo pane
Che muore per un sì o per un no.
Considerate se questa è una donna,
Senza capelli e senza nome
Senza più forza di ricordare
Vuoti gli occhi e freddo il grembo
Come una rana d'inverno.
Meditate che questo è stato:
Vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
Stando in casa andando per via,
Coricandovi alzandovi;
Ripetetele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa,
La malattia vi impedisca,
I vostri nati torcano il viso da voi.
(Primo Levi)
(foto di Valerio Lanci )
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